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Crisi dei missili di Cuba

Epoca:

La crisi dei missili di Cuba fu il confronto tra Stati Uniti e Unione Sovietica che nell’ottobre 1962 portò il mondo più vicino che mai a una guerra nucleare. Scoppiò quando gli americani scoprirono che l’URSS stava installando a Cuba, a poche centinaia di chilometri dalle coste della Florida, missili con testate nucleari in grado di colpire gran parte del territorio statunitense. Dopo tredici giorni di altissima tensione, la crisi si risolse con un compromesso tra il presidente John Fitzgerald Kennedy e il leader sovietico Nikita Krusciov.

Crisi dei missili di Cuba: riassunto

Il 14 ottobre 1962 un aereo spia americano U-2 fotografò sull’isola alcune basi di lancio in costruzione. Il 16 ottobre Kennedy fu informato e riunì un gruppo ristretto di consiglieri, chiamato ExComm, per decidere la risposta. Alcuni proponevano bombardamenti o un’invasione dell’isola; alla fine il presidente scelse una via intermedia.

Il 22 ottobre Kennedy annunciò in televisione la presenza dei missili e un blocco navale intorno a Cuba, chiamato “quarantena”, per impedire l’arrivo di altro materiale militare. Seguirono giorni drammatici, con navi sovietiche dirette verso l’isola e forze armate in stato di massima allerta. Il 28 ottobre Krusciov annunciò che i missili sarebbero stati ritirati.

Le cause

  • La rivoluzione cubana: nel 1959 Fidel Castro aveva preso il potere a Cuba e si era progressivamente avvicinato all’Unione Sovietica.
  • Lo sbarco della baia dei Porci: nell’aprile 1961 un gruppo di esuli cubani, addestrati e sostenuti dagli Stati Uniti, tentò di rovesciare Castro, ma fu sconfitto; Cuba temeva una nuova invasione.
  • L’equilibrio nucleare: gli Stati Uniti avevano un vantaggio nel numero di missili a lungo raggio e avevano installato missili Jupiter in Italia e in Turchia, vicini al territorio sovietico; per Mosca i missili a Cuba erano un modo per riequilibrare la situazione.
  • Il clima della Guerra fredda: la tensione era già altissima dopo la costruzione del Muro di Berlino nel 1961.

I tredici giorni

Dopo l’annuncio del blocco, il 24 ottobre alcune navi sovietiche dirette a Cuba si fermarono o invertirono la rotta, ma i lavori sulle basi già presenti nell’isola continuavano. Il 26 ottobre Krusciov inviò a Kennedy una lettera in cui si diceva disposto a ritirare i missili in cambio della garanzia che gli Stati Uniti non avrebbero invaso Cuba.

Il 27 ottobre, ricordato come il giorno più pericoloso della crisi, arrivò una seconda lettera sovietica che chiedeva anche il ritiro dei missili americani dalla Turchia. Nello stesso giorno un aereo U-2 fu abbattuto sopra Cuba e il pilota rimase ucciso. Kennedy decise di rispondere ufficialmente alla prima lettera, mentre il fratello Robert Kennedy, ministro della Giustizia, incontrò in segreto l’ambasciatore sovietico Anatolij Dobrynin e gli fece sapere che i missili in Turchia sarebbero stati ritirati, a condizione che l’accordo restasse riservato.

Il 28 ottobre Radio Mosca trasmise l’annuncio di Krusciov: i missili sarebbero stati smantellati e riportati in URSS sotto verifica.

L’accordo

  • L’Unione Sovietica ritirò i missili da Cuba.
  • Gli Stati Uniti si impegnarono pubblicamente a non invadere l’isola.
  • In segreto, gli Stati Uniti accettarono di ritirare i missili Jupiter dalla Turchia, cosa che avvenne nei mesi successivi.

Fidel Castro, escluso dalle trattative, fu molto irritato dall’accordo raggiunto direttamente tra le due superpotenze.

Protagonisti

  • John Fitzgerald Kennedy, presidente degli Stati Uniti.
  • Nikita Krusciov, segretario del Partito comunista sovietico.
  • Fidel Castro, leader di Cuba.
  • Robert Kennedy, fratello del presidente e suo consigliere.
  • Anatolij Dobrynin, ambasciatore sovietico a Washington.

Le conseguenze

  • Comunicazione diretta: nel 1963 fu creata una linea di comunicazione diretta tra Washington e Mosca, per evitare che una crisi degenerasse per errori o ritardi.
  • Controllo degli armamenti: nell’agosto 1963 Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito firmarono un trattato che vietava gli esperimenti nucleari nell’atmosfera, nello spazio e sott’acqua.
  • Distensione: entrambe le potenze compresero il rischio di una guerra nucleare e cercarono negli anni successivi forme di dialogo, pur continuando la competizione.
  • Politica interna sovietica: la gestione della crisi indebolì Krusciov, che nel 1964 fu rimosso dai vertici del partito.
  • Corsa agli armamenti: l’URSS accelerò la costruzione di missili per raggiungere la parità con gli Stati Uniti.

Date principali

  • Gennaio 1959: Castro al potere a Cuba.
  • Aprile 1961: fallito sbarco nella baia dei Porci.
  • 14 ottobre 1962: le foto dell’U-2 mostrano le basi missilistiche.
  • 22 ottobre 1962: Kennedy annuncia il blocco navale.
  • 26-27 ottobre 1962: le due lettere di Krusciov e l’abbattimento dell’U-2.
  • 28 ottobre 1962: annuncio del ritiro dei missili.
  • 1963: linea diretta Washington-Mosca e trattato sul divieto parziale degli esperimenti nucleari.

Perché è importante

La crisi dei missili di Cuba è il momento più pericoloso della Guerra fredda e uno dei casi più studiati di gestione di una crisi internazionale. Mostra come la deterrenza nucleare potesse portare sull’orlo della catastrofe e come la diplomazia, anche segreta, abbia permesso di evitarla. Per un quadro più ampio si possono leggere le pagine su Stati Uniti nel Novecento e Unione Sovietica.

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