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Nascita dell’URSS

La nascita dell’URSS, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, avvenne il 30 dicembre 1922, quando il primo Congresso dei soviet dell’Unione approvò il trattato che univa quattro repubbliche: la Russia, l’Ucraina, la Bielorussia e la Federazione transcaucasica, formata da Georgia, Armenia e Azerbaigian. Il nuovo Stato, guidato dal Partito comunista, nacque dopo la Rivoluzione russa del 1917 e la vittoria dei bolscevichi nella guerra civile. L’Unione Sovietica sarebbe durata fino al dicembre 1991.

Nascita dell’URSS: riassunto

Nell’ottobre 1917 (novembre secondo il calendario occidentale) i bolscevichi guidati da Vladimir Lenin presero il potere a Pietrogrado. Nel marzo 1918 firmarono con la Germania la pace di Brest-Litovsk, uscendo dalla Prima guerra mondiale ma perdendo vasti territori. Seguì una sanguinosa guerra civile tra l’Armata Rossa, organizzata da Lev Trockij, e le armate “bianche” antibolsceviche, sostenute da diverse potenze straniere. Entro il 1921 i bolscevichi ebbero la meglio e riconquistarono gran parte dei territori dell’ex Impero russo, compresi l’Ucraina e il Caucaso; la Georgia fu occupata dall’Armata Rossa nel febbraio 1921.

Alla fine della guerra esistevano diverse repubbliche sovietiche formalmente indipendenti ma governate dai partiti comunisti locali, tutti sottoposti alla direzione di Mosca. Nel 1922 si decise di dare a questo insieme una forma statale comune: nacque così l’URSS.

Le cause della nascita dell’URSS

  • la vittoria bolscevica nella guerra civile, che lasciò i comunisti padroni della maggior parte dell’ex Impero russo;
  • la necessità di organizzare uno Stato multinazionale, abitato da russi, ucraini, bielorussi, popoli del Caucaso e dell’Asia centrale;
  • l’obiettivo di coordinare economia, difesa e politica estera tra le repubbliche sovietiche;
  • l’ideologia internazionalista dei bolscevichi, che immaginavano l’Unione come il nucleo di una futura repubblica socialista mondiale, aperta a nuovi membri.

Lenin e Stalin: il dibattito sulla forma dello Stato

Sulla struttura del nuovo Stato si aprì un confronto all’interno del partito. Josif Stalin, allora commissario del popolo per le nazionalità e dal 1922 segretario generale del partito, proponeva che le altre repubbliche entrassero nella Repubblica russa come regioni autonome. Lenin, già malato, si oppose a questa “autonomizzazione”, temendo il ritorno del nazionalismo grande-russo, e sostenne una federazione di repubbliche formalmente uguali, ciascuna con il diritto di separarsi. Prevalse la linea di Lenin, ma il contrasto, aggravato dal duro trattamento riservato ai comunisti georgiani, contribuì alle critiche di Lenin contro Stalin negli ultimi scritti, prima della sua morte nel gennaio 1924.

Come era organizzata l’URSS

La prima costituzione dell’Unione fu approvata nel gennaio 1924. Formalmente il potere spettava ai soviet, i consigli eletti di lavoratori e soldati, con il Congresso dei soviet dell’Unione e un Comitato esecutivo centrale; il governo era il Consiglio dei commissari del popolo. In realtà ogni decisione importante era presa dal Partito comunista, unico partito ammesso, organizzato in modo fortemente centralizzato. La capitale era Mosca, dove il governo si era trasferito nel 1918.

La politica delle nazionalità negli anni Venti

Negli anni Venti il regime sovietico promosse la cosiddetta korenizacija (“radicamento”): l’uso delle lingue locali nelle scuole, nella stampa e nell’amministrazione, la formazione di dirigenti comunisti appartenenti alle diverse nazionalità e la creazione di alfabeti per lingue che non avevano una scrittura. L’obiettivo era ottenere il consenso dei popoli non russi al potere sovietico. Negli anni Trenta Stalin rovesciò in gran parte questa politica, con una nuova centralizzazione e la repressione dei presunti “nazionalismi borghesi”.

Il contesto economico: dal comunismo di guerra alla NEP

Durante la guerra civile i bolscevichi avevano applicato il “comunismo di guerra”: nazionalizzazione delle industrie, requisizioni forzate dei raccolti, divieto del commercio privato. Il risultato fu il crollo della produzione, la carestia del 1921-1922 e diffuse rivolte, tra cui quella dei marinai di Kronštadt. Nel marzo 1921 Lenin lanciò allora la Nuova politica economica (NEP), che reintrodusse il piccolo commercio e permise ai contadini di vendere parte dei loro prodotti. L’URSS nacque quindi in una fase di ricostruzione economica.

Le conseguenze

  • la nascita del primo Stato socialista della storia, che divenne un modello per i partiti comunisti di tutto il mondo, riuniti nell’Internazionale comunista;
  • l’espansione dell’Unione: altre repubbliche si aggiunsero negli anni Venti e Trenta in Asia centrale; dopo il 1940, con l’annessione dei Paesi baltici e della Moldavia, le repubbliche diventarono quindici;
  • l’ascesa di Stalin: dopo la morte di Lenin, Stalin sconfisse i rivali, abbandonò la NEP e avviò la collettivizzazione forzata e l’industrializzazione con i piani quinquennali, costruendo un regime totalitario;
  • la questione delle nazionalità, che accompagnò tutta la storia dell’Unione Sovietica e riemerse con forza negli anni della dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991.

Perché la nascita dell’URSS è importante

La nascita dell’URSS segnò la creazione di una delle due superpotenze del Novecento. Capire come e perché fu fondata aiuta a comprendere lo stalinismo, il ruolo dell’Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale e nella Guerra fredda e i problemi degli Stati nati dalla sua fine.

Fonti e bibliografia per approfondire

  • Treccani, voci storiche e biografiche di riferimento.
  • Encyclopaedia Britannica, sintesi e cronologie di confronto.
  • Oxford Reference e Cambridge Histories, studi di inquadramento.
  • Fonti coeve, archivi e ricerche specialistiche pertinenti al tema.

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