La polis era la città-stato dell’antica Grecia: una comunità indipendente formata da una città e dal territorio agricolo intorno, con proprie leggi, propri dèi protettori, un proprio esercito e un proprio governo. Non era solo un luogo fisico, ma soprattutto una comunità di cittadini. Da questa parola greca derivano termini che usiamo ogni giorno, come “politica”, “politico” e “polizia”. In questa voce del glossario vediamo come nacque la polis, come era fatta e perché è così importante per la storia europea.
Una comunità, prima che una città
I Greci dicevano “gli Ateniesi” più spesso che “Atene”: la polis erano le persone. Aristotele, nella Politica, definì l’uomo un “animale politico”, cioè un essere fatto per vivere nella polis. Chi viveva da solo, diceva, o è una bestia o è un dio.
Dentro la polis però non tutti erano uguali. I cittadini, con pieni diritti politici, erano solo i maschi adulti liberi nati da famiglie della città. Le donne, pur appartenendo alla comunità, non partecipavano alla politica. Gli stranieri residenti (ad Atene si chiamavano meteci) potevano commerciare ma non votare. Gli schiavi erano esclusi da tutto. Quando parliamo di “democrazia ateniese” dobbiamo ricordare che riguardava una minoranza degli abitanti.
Come nacque
Le poleis si formarono tra il IX e l’VIII secolo a.C., dopo i secoli oscuri seguiti alla fine della civiltà micenea. La Grecia è un paese di montagne, valli e isole, e questo favorì la nascita di molte piccole comunità separate, invece di un unico Stato. Se ne contano centinaia: alcune grandi, come Atene, Sparta, Corinto e Tebe, moltissime piccole, con poche migliaia di abitanti.
Dall’VIII secolo a.C. molte poleis fondarono colonie lungo le coste del Mediterraneo e del Mar Nero, comprese quelle della Magna Grecia nell’Italia meridionale e in Sicilia, come Taranto, Siracusa e Napoli. Anche le colonie erano poleis indipendenti, non province della madrepatria.
Com’era fatta una polis
Ogni polis aveva alcuni luoghi tipici. L’acropoli, la parte alta e fortificata, ospitava i templi principali: ad Atene il Partenone, dedicato ad Atena. L’agorà era la piazza, cuore della vita pubblica, dove si commerciava, si discuteva e si riunivano spesso le istituzioni. Intorno alla città c’era la chora, la campagna, che dava da mangiare alla comunità: la maggior parte dei cittadini era fatta di contadini.
Le istituzioni variavano, ma spesso comprendevano un’assemblea dei cittadini, un consiglio più ristretto e dei magistrati eletti o sorteggiati. Ogni polis aveva le sue feste religiose, che erano anche occasioni politiche, e il suo esercito di cittadini: gli opliti, fanti pesanti che combattevano in formazione serrata, la falange.
Atene e Sparta: due modelli
Le due poleis più famose mostrano quanto potessero essere diverse. Atene, con le riforme di Clistene alla fine del VI secolo a.C., sviluppò la democrazia: l’assemblea di tutti i cittadini prendeva le decisioni più importanti, e molte cariche erano assegnate per sorteggio. Nell’età di Pericle, nel V secolo, la città fu anche un grande centro di arte, filosofia e teatro.
Sparta, invece, aveva due re, un consiglio di anziani e un’organizzazione dominata dalla preparazione militare. I suoi cittadini, gli spartiati, erano pochi e vivevano grazie al lavoro degli iloti, una popolazione sottomessa costretta a coltivare la terra.
Poleis libere e litigiose
L’indipendenza era il valore più importante per una polis, ma anche il suo limite. Le città greche condividevano lingua, religione e giochi, come le Olimpiadi, ma si facevano spesso la guerra. Si unirono contro i Persiani all’inizio del V secolo a.C., poi si divisero di nuovo nella lunga guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta (431-404 a.C.). Nel IV secolo la Macedonia di Filippo II e poi di Alessandro Magno impose la sua egemonia: le poleis continuarono a esistere, ma senza la piena libertà di prima.
Perché la polis conta ancora
Molte parole e molte idee della politica moderna vengono da qui. L’idea che le leggi siano decise dai cittadini e non da un re, che le cariche abbiano una durata limitata, che chi governa debba rendere conto del suo operato: tutto questo fu sperimentato, in forme diverse, nelle poleis greche. Gli europei del Settecento e dell’Ottocento, quando discutevano di repubbliche e di democrazia, avevano sempre in mente Atene e Sparta. Ma la polis ricorda anche un limite che vale la pena tenere presente: per secoli la partecipazione politica è stata un privilegio di pochi, e l’allargamento dei diritti a donne, poveri e stranieri è una conquista molto più recente.
In breve
La polis era la città-stato greca: una comunità indipendente di cittadini con le sue leggi, i suoi dèi e il suo esercito, formata da una città con acropoli e agorà e dal territorio intorno. Nacque tra IX e VIII secolo a.C. e assunse forme diverse, dalla democrazia di Atene al modello militare di Sparta. I diritti politici spettavano solo ai cittadini maschi liberi. Approfondimenti nella pagina sulla polis nell’antica Grecia.
Fonti per approfondire
- Treccani, Enciclopedia, voce “Polis”
- Aristotele, Politica, libro I
- Mogens Herman Hansen, Polis: An Introduction to the Ancient Greek City-State, Oxford University Press, 2006