Donald Trump (nato nel 1946) è un imprenditore e politico statunitense, 45° presidente degli Stati Uniti dal 2017 al 2021. Prima di entrare in politica era noto come costruttore immobiliare di New York e come conduttore televisivo. Candidato del Partito repubblicano, vinse le elezioni del 2016 senza aver mai ricoperto incarichi pubblici, fu sconfitto nel 2020 da Joe Biden e tornò a vincere nel novembre 2024. Il 20 gennaio 2025 si è insediato come 47° presidente: è il secondo presidente nella storia americana, dopo Grover Cleveland nell’Ottocento, a ottenere due mandati non consecutivi.
Un’impresa di famiglia a New York
Trump è nato il 14 giugno 1946 nel Queens, uno dei quartieri di New York. Il padre, Fred Trump, costruiva e affittava case per la classe media nei quartieri periferici della città. Dopo gli studi in economia alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania, terminati nel 1968, entrò nell’azienda paterna, che negli anni Settanta prese il nome di Trump Organization.
Trump spostò l’attività verso Manhattan e verso progetti di lusso. Nel 1983 fu inaugurata la Trump Tower sulla Fifth Avenue. Negli anni Ottanta aprì casinò ad Atlantic City, comprò una compagnia aerea e pubblicò il libro The Art of the Deal (1987), che contribuì a farne un personaggio pubblico. All’inizio degli anni Novanta diverse sue società, soprattutto i casinò, passarono per procedure fallimentari.
The Apprentice e la notorietà televisiva
Dal 2004 al 2015 Trump condusse sulla rete NBC il reality show The Apprentice, in cui alcuni concorrenti si sfidavano per ottenere un posto in una delle sue aziende. Il programma lo rese famoso presso un pubblico molto più ampio di quello degli affari. Il marchio “Trump” fu concesso in licenza a hotel, edifici e prodotti in vari Paesi.
La campagna e la vittoria del 2016
Nel giugno 2015 Trump annunciò la sua candidatura alla presidenza. Vinse le primarie repubblicane contro una lunga serie di avversari, con slogan come “Make America Great Again” e promesse sulla riduzione dell’immigrazione illegale e sulla revisione degli accordi commerciali. Nell’elezione dell’8 novembre 2016 sconfisse la candidata democratica Hillary Clinton: ottenne la maggioranza dei grandi elettori, 304 contro 227, pur avendo ricevuto meno voti popolari a livello nazionale. Il sistema elettorale degli Stati Uniti, basato sui collegi dei singoli Stati, rende possibile questo risultato.
Il primo mandato (2017-2021)
Tra le misure principali del primo mandato ci furono la riforma fiscale del 2017, che ridusse le imposte sulle imprese, e la nomina di tre giudici della Corte suprema: Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett. In politica estera gli Stati Uniti uscirono dall’accordo di Parigi sul clima e dall’accordo sul nucleare iraniano, imposero dazi sulle importazioni dalla Cina e da altri Paesi e trasferirono l’ambasciata in Israele a Gerusalemme. Trump incontrò tre volte il leader nordcoreano Kim Jong-un, a partire dal vertice di Singapore del 2018, e nello stesso anno tenne a Helsinki un vertice con il presidente russo Vladimir Putin. Nel 2020 l’amministrazione favorì gli Accordi di Abramo, con cui alcuni Paesi arabi stabilirono relazioni diplomatiche con lo Stato guidato da Benjamin Netanyahu.
Trump fu messo in stato d’accusa (impeachment) due volte dalla Camera dei rappresentanti, nel dicembre 2019 e nel gennaio 2021; in entrambi i casi il Senato lo assolse. L’ultimo anno del mandato fu dominato dalla pandemia di COVID-19.
Il 2020 e l’assalto al Campidoglio
Alle elezioni del novembre 2020 Trump perse contro il democratico Joe Biden, che ottenne 306 grandi elettori contro 232. Trump non riconobbe la sconfitta e sostenne che ci fossero state frodi; i ricorsi presentati dalla sua campagna furono respinti dai tribunali. Il 6 gennaio 2021, mentre il Congresso certificava il risultato, una folla di suoi sostenitori fece irruzione nel Campidoglio di Washington. Il secondo impeachment riguardò proprio questi fatti.
Processi e campagna del 2024
Dopo la presidenza Trump fu incriminato in quattro diversi procedimenti, due federali e due statali. Nel maggio 2024 una giuria di New York lo dichiarò colpevole di 34 capi d’accusa di falsificazione di documenti contabili: fu il primo ex presidente condannato per un reato. Trump ha sempre respinto le accuse, definendole motivate politicamente. A luglio la Corte suprema stabilì che un presidente gode di un’ampia immunità penale per gli atti ufficiali compiuti durante il mandato. Il 13 luglio 2024, durante un comizio a Butler, in Pennsylvania, fu ferito a un orecchio in un attentato. A novembre sconfisse la vicepresidente democratica Kamala Harris, vincendo questa volta anche il voto popolare. Dopo la vittoria i due procedimenti federali furono chiusi su richiesta del procuratore speciale che li aveva avviati.
Un presidente che divide
Pochi presidenti americani hanno avuto un consenso così solido tra i propri elettori e un’opposizione così compatta. Un confronto utile, anche per seguire l’evoluzione del Partito repubblicano, è quello con un altro presidente arrivato dal mondo dello spettacolo, Ronald Reagan. La valutazione storica della sua presidenza è ancora aperta.
Fonti e bibliografia per approfondire
- White House Historical Association, biografia di Donald J. Trump
- Casa Bianca, pagina ufficiale del presidente
- Encyclopaedia Britannica, voce “Donald Trump”
- Maggie Haberman, Confidence Man: The Making of Donald Trump and the Breaking of America, Penguin Press, 2022