Serse I (circa 519-465 a.C.) fu re dell’Impero persiano achemenide dal 486 al 465 a.C. Figlio di Dario I, è ricordato soprattutto per la grande spedizione contro la Grecia del 480 a.C., la seconda guerra persiana: dopo la vittoria alle Termopili e la conquista di Atene, la sua flotta fu sconfitta a Salamina e l’anno seguente l’esercito persiano fu battuto a Platea. Nell’impero Serse fu anche un grande costruttore, che completò i palazzi di Persepoli.
Serse I: riassunto della vita
Serse, in persiano antico Xšayāršā, era figlio del re Dario I e di Atossa, figlia di Ciro il Grande, il fondatore dell’impero. Pur non essendo il primogenito, fu scelto dal padre come erede, probabilmente anche grazie alla discendenza materna da Ciro. Salì al trono nel 486 a.C., represse le rivolte scoppiate in Egitto e a Babilonia e nel 480 a.C. guidò personalmente l’invasione della Grecia. Dopo la sconfitta tornò in Asia e regnò ancora per quindici anni. Nel 465 a.C. fu ucciso in una congiura di palazzo e gli succedette il figlio Artaserse I.
L’impero persiano al tempo di Serse
L’impero achemenide era il più vasto del mondo antico: si estendeva dall’Egitto e dall’Asia Minore fino all’India, ed era diviso in province chiamate satrapie, governate da satrapi fedeli al re. Strade, un sistema postale e un tributo regolare tenevano unito un territorio abitato da popoli diversi per lingua e religione. Il re era chiamato “re dei re”. Le città greche della costa dell’Asia Minore facevano parte dell’impero e si erano ribellate tra il 499 e il 494 a.C., con l’aiuto di Atene: questa rivolta ionica fu all’origine delle guerre persiane.
Perché Serse invase la Grecia
Nel 490 a.C. una prima spedizione inviata da Dario era stata sconfitta dagli Ateniesi a Maratona. Serse ereditò il progetto di punire Atene ed estendere il dominio persiano sulla Grecia. Per anni preparò un’impresa enorme: fece scavare un canale attraverso la penisola del monte Athos, dove nel 492 a.C. una flotta persiana era naufragata, e fece costruire due ponti di barche sull’Ellesponto, lo stretto dei Dardanelli. Lo storico greco Erodoto racconta che, quando una tempesta distrusse i primi ponti, Serse fece frustare il mare per punirlo. Erodoto parla di milioni di soldati, una cifra impossibile: gli storici moderni pensano a un esercito di alcune decine di migliaia, forse più di centomila uomini, e a una flotta di diverse centinaia di navi.
Le Termopili e la conquista di Atene
Nell’estate del 480 a.C. l’esercito persiano scese lungo la costa greca. Al passo delle Termopili un piccolo contingente guidato dal re spartano Leonida lo fermò per alcuni giorni; poi i Persiani, guidati da un traditore lungo un sentiero di montagna, aggirarono i difensori, che furono annientati. Nello stesso momento la flotta greca combatteva senza esito decisivo presso il capo Artemisio. Serse occupò Atene, il centro più importante dell’antica Grecia insieme a Sparta, ormai evacuata dai suoi abitanti, e fece incendiare i templi dell’Acropoli.
La sconfitta di Salamina
Su consiglio dell’ateniese Temistocle, la flotta greca si era raccolta nello stretto tra l’isola di Salamina e l’Attica. Nel settembre 480 a.C. le navi persiane entrarono nel braccio di mare, dove non riuscivano a manovrare, e subirono una pesante sconfitta. Secondo i Greci, Serse assistette alla battaglia da un trono posto sulla costa. Temendo di restare isolato, il re tornò in Asia con parte dell’esercito, lasciando in Grecia il generale Mardonio. Nel 479 a.C. Mardonio fu sconfitto e ucciso a Platea, mentre i Greci vinsero anche a Micale, in Asia Minore. L’invasione era fallita.
Serse costruttore: Persepoli
Dopo il 479 a.C. Serse si dedicò soprattutto al governo dell’impero e alle costruzioni. A Persepoli, la capitale cerimoniale fondata da Dario, completò la grande sala delle udienze, l’Apadana, e fece costruire la Porta di tutte le nazioni, il proprio palazzo e l’inizio della Sala delle cento colonne. Le iscrizioni reali lo presentano come devoto al dio Ahura Mazda. In una di esse Serse afferma di aver distrutto un luogo di culto di divinità ostili, i daiva, ma gli studiosi discutono a quale episodio si riferisca.
La morte di Serse
Nel 465 a.C. Serse fu assassinato a Persepoli in una congiura guidata da Artabano, comandante della guardia reale. Nella confusione che seguì fu ucciso anche il figlio maggiore, e il trono passò a un altro figlio, Artaserse I. Nei decenni seguenti Atene, guidata poi da politici come Pericle, costruì una potente lega marittima proprio contro la minaccia persiana.
Serse nelle fonti e nella memoria
Quasi tutto ciò che sappiamo dell’invasione della Grecia deriva da autori greci, nemici dei Persiani. Lo storico Erodoto ne fece il simbolo dell’arroganza punita dagli dèi, e già nel 472 a.C. il tragediografo Eschilo, che aveva combattuto a Salamina, aveva messo in scena la sconfitta nella tragedia I Persiani. La tradizione biblica ha a lungo identificato Serse con il re Assuero del libro di Ester. Le iscrizioni e i rilievi di Persepoli mostrano invece l’immagine ufficiale di un sovrano potente e ordinato. Un secolo e mezzo dopo, Alessandro Magno avrebbe incendiato Persepoli, presentando la sua guerra anche come vendetta per l’incendio dell’Acropoli.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Erodoto, Storie, libri VII-IX
- Eschilo, I Persiani (472 a.C.)
- Encyclopaedia Britannica, voce “Xerxes I”
- Pierre Briant, From Cyrus to Alexander: A History of the Persian Empire, Eisenbrauns, 2002