Cronologie · Cronologia delle rivoluzioni
Le rivoluzioni europee del 1989 misero fine in pochi mesi ai regimi comunisti dell’Europa centro-orientale, dalla Polonia alla Romania: questa cronologia segue le tappe principali, dalla nascita di Solidarność alla caduta del Muro di Berlino e alla fine dell’URSS.
Riassunto
Dopo la Seconda guerra mondiale Polonia, Germania Est, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria erano governate da partiti comunisti sotto il controllo dell’Unione Sovietica. Le rivolte del 1953, del 1956 e del 1968 erano state represse con la forza.
Negli anni Ottanta la crisi economica, l’opposizione di Solidarność in Polonia e le riforme di Michail Gorbačëv, che rinunciò a intervenire militarmente nei paesi alleati, resero possibile il cambiamento. Nel 1989 i regimi caddero uno dopo l’altro, quasi sempre in modo pacifico. Sul contesto leggi la cronologia della guerra fredda in Europa.
Date principali
- 1980Gli scioperi nei cantieri di Danzica portano alla nascita del sindacato libero Solidarność.
- 1956Le rivolte in Polonia e in Ungheria; a Budapest l’intervento sovietico schiaccia la rivoluzione.
- 1968La “primavera di Praga” viene fermata dai carri armati del Patto di Varsavia.
- 1981In Polonia viene proclamata la legge marziale e Solidarność è messa fuori legge.
- 1985Michail Gorbačëv diventa segretario del Partito comunista sovietico e avvia perestrojka e glasnost.
- Febbraio–aprile 1989Tavola rotonda in Polonia tra governo e opposizione.
- 4 giugno 1989Elezioni parzialmente libere in Polonia: grande vittoria di Solidarność.
- Estate 1989L’Ungheria apre il confine con l’Austria; migliaia di tedeschi dell’Est fuggono verso Ovest.
- Agosto 1989Tadeusz Mazowiecki diventa il primo capo di governo non comunista del blocco.
- Ottobre 1989Grandi manifestazioni a Lipsia; Erich Honecker lascia il potere nella Germania Est.
- 9 novembre 1989Dopo l’annuncio dell’apertura dei passaggi, i berlinesi attraversano il confine: cade il Muro di Berlino.
- 10 novembre 1989In Bulgaria viene destituito Todor Živkov.
- 17 novembre 1989Inizia in Cecoslovacchia la “rivoluzione di velluto”.
- Dicembre 1989Rivolta in Romania: Nicolae Ceaușescu viene catturato e giustiziato; Václav Havel è eletto presidente della Cecoslovacchia.
- 3 ottobre 1990La Germania Est entra nella Repubblica federale: riunificazione della Germania.
- Dicembre 1991Dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Cause
Le cause profonde furono la crisi economica dei paesi socialisti, il debito estero, la mancanza di libertà e la perdita di fiducia nel sistema. Decisiva fu la scelta di Gorbačëv di non usare l’esercito sovietico per difendere i regimi alleati. Leggi la pagina sull’URSS nella guerra fredda.
Un ruolo importante ebbero anche gli accordi di Helsinki del 1975, che impegnavano i governi a rispettare i diritti umani, e l’opposizione civile e religiosa, con il sostegno della Chiesa cattolica in Polonia, i movimenti per i diritti umani e le notizie diffuse dalle radio e televisioni occidentali.
Conseguenze
In pochi mesi l’Europa divisa dalla cortina di ferro tornò unita: i paesi dell’Est organizzarono elezioni libere e passarono all’economia di mercato, e la Germania si riunificò. Leggi la pagina sulla caduta del Muro di Berlino e su Berlino nel Novecento.
Nel 1991 si dissolse anche l’Unione Sovietica e finì la guerra fredda; molti paesi dell’Est entrarono poi nella NATO e nell’Unione europea. Leggi la pagina sulla dissoluzione dell’URSS.
Perché è importante
Il 1989 è una delle date simbolo della storia contemporanea, perché chiude l’epoca iniziata con la Seconda guerra mondiale e apre l’Europa di oggi. È anche un esempio raro di rivoluzioni in gran parte pacifiche.
Le fonti comprendono i documenti dei governi e dei partiti, gli archivi resi accessibili dopo il 1989, le testimonianze dei protagonisti e le immagini televisive dell’epoca. Per approfondire leggi la pagina sulle rivoluzioni del 1989.
Collegamenti nell’archivio
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