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Annessione della Crimea del 2014

Epoca:

L’annessione della Crimea del 2014 è l’occupazione e l’incorporazione nella Federazione Russa della penisola di Crimea, che dal 1991 faceva parte dell’Ucraina indipendente. Tra la fine di febbraio e il marzo 2014, subito dopo la caduta del presidente ucraino Viktor Janukovyč, militari russi senza insegne presero il controllo della penisola; dopo un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale, il 18 marzo 2014 Mosca firmò il trattato di annessione. Fu la prima annessione di un territorio di uno Stato europeo con l’uso della forza dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Annessione della Crimea: riassunto

Il 22 febbraio 2014, al culmine delle proteste di Euromaidan, il Parlamento ucraino destituì Janukovyč, che era fuggito da Kyiv. La Russia definì il cambio di governo un colpo di Stato e pochi giorni dopo intervenne in Crimea, dove si trovava la base della sua Flotta del Mar Nero, a Sebastopoli.

Il 27 febbraio uomini armati senza segni di riconoscimento occuparono il Parlamento e la sede del governo della Repubblica autonoma di Crimea, a Simferopoli. Nei giorni successivi forze simili circondarono le basi militari ucraine, gli aeroporti e i principali punti di passaggio. Il 16 marzo si tenne un referendum sull’adesione alla Russia, organizzato in poche settimane e in presenza di truppe straniere; le autorità locali annunciarono una vittoria schiacciante del sì. Il 18 marzo il presidente russo firmò a Mosca il trattato che incorporava la Crimea e Sebastopoli nella Federazione Russa.

Un territorio con una lunga storia

Per capire l’annessione è utile ricordare la storia della penisola:

  • nel Medioevo e nella prima età moderna la Crimea fu la sede del Khanato dei tatari di Crimea, legato all’Impero ottomano;
  • nel 1783 fu annessa dall’Impero russo di Caterina II, e Sebastopoli divenne una grande base navale;
  • tra il 1853 e il 1856 la penisola fu il teatro principale della guerra di Crimea;
  • nel maggio 1944 il regime di Stalin deportò in massa i tatari di Crimea in Asia centrale, accusandoli collettivamente di collaborazione con i tedeschi; moltissimi morirono durante e dopo la deportazione;
  • nel 1954 la Crimea fu trasferita, all’interno dell’URSS, dalla Repubblica russa a quella ucraina;
  • con la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991 rimase all’Ucraina indipendente, con lo status di repubblica autonoma.

Nel 1994, con il Memorandum di Budapest, la Russia, gli Stati Uniti e il Regno Unito si impegnarono a rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina, che in cambio rinunciò alle armi nucleari ereditate dall’URSS.

Le cause

L’annessione ebbe diverse cause, che gli storici e gli analisti collegano tra loro:

  • strategiche: Sebastopoli era la base della Flotta russa del Mar Nero, e Mosca temeva di perderne il controllo con un governo ucraino orientato verso l’Occidente;
  • politiche: la Russia di Vladimir Putin considerava inaccettabile l’avvicinamento dell’Ucraina all’Unione Europea e, in prospettiva, alla NATO;
  • identitarie: in Crimea la maggioranza della popolazione era di lingua russa e una parte di essa si sentiva legata alla Russia; la propaganda russa presentò l’intervento come una protezione dei russofoni;
  • di opportunità: la crisi politica a Kyiv, con un governo appena formato e un esercito debole, rese più facile un’azione rapida.

Come si svolse l’occupazione

L’operazione si svolse quasi senza combattimenti. I militari senza insegne, chiamati dalla stampa “omini verdi”, erano in realtà soldati russi: il governo di Mosca all’inizio lo negò, ma poche settimane dopo lo stesso Putin ammise la loro presenza. Molti reparti ucraini in Crimea, isolati e senza ordini chiari, furono costretti ad arrendersi o a lasciare la penisola. Il nuovo governo locale, guidato da Sergej Aksënov, fu insediato mentre il Parlamento era occupato dagli uomini armati.

Le conseguenze

Le conseguenze furono molto ampie:

  • il 27 marzo 2014 l’Assemblea generale dell’ONU approvò una risoluzione che confermava l’integrità territoriale dell’Ucraina e dichiarava privo di validità il referendum;
  • l’Unione Europea, gli Stati Uniti e altri Paesi adottarono sanzioni contro la Russia, e il G8 tornò a essere G7 con l’esclusione di Mosca;
  • in Crimea furono limitati i diritti di chi si opponeva all’annessione, in particolare della comunità dei tatari di Crimea, il cui organo rappresentativo fu messo al bando;
  • nella primavera del 2014 iniziò nel Donbass un conflitto armato tra le forze ucraine e i separatisti sostenuti dalla Russia (il conflitto del Donbass);
  • nel 2018 fu aperto il ponte sullo stretto di Kerč, che collega la penisola alla Russia.

La grande maggioranza degli Stati del mondo non riconosce l’annessione e considera la Crimea territorio ucraino occupato. La penisola ebbe poi un ruolo importante nell’invasione russa dell’Ucraina del 2022, come base per l’attacco verso il Sud del Paese.

Date principali

  • 1783: annessione della Crimea all’Impero russo.
  • 1944: deportazione dei tatari di Crimea.
  • 1954: trasferimento della Crimea alla Repubblica socialista sovietica ucraina.
  • 1991: la Crimea resta all’Ucraina indipendente.
  • 22 febbraio 2014: destituzione di Janukovyč.
  • 27 febbraio 2014: occupazione del Parlamento di Simferopoli.
  • 16 marzo 2014: referendum non riconosciuto.
  • 18 marzo 2014: firma del trattato di annessione.
  • 27 marzo 2014: risoluzione dell’Assemblea generale dell’ONU.

Perché è importante

L’annessione della Crimea ha rimesso in discussione un principio fondamentale dell’ordine europeo dopo il 1945: l’inviolabilità dei confini e il divieto di modificarli con la forza. È quindi un passaggio chiave per capire la crisi russo-ucraina dal 2014 e l’evoluzione dei rapporti tra Russia, Unione Europea e Stati Uniti.

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