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Attentati dell’11 settembre 2001

Epoca:

Gli attentati dell’11 settembre 2001 furono una serie di attacchi terroristici coordinati compiuti negli Stati Uniti da membri dell’organizzazione islamista al-Qaeda. Quattro aerei di linea furono dirottati: due colpirono le Torri Gemelle del World Trade Center di New York, uno il Pentagono, vicino a Washington, e il quarto precipitò in Pennsylvania. Morirono quasi 3.000 persone. Gli attacchi cambiarono profondamente la politica estera degli Stati Uniti e aprirono una nuova fase della storia internazionale.

Attentati dell’11 settembre: riassunto

La mattina dell’11 settembre 2001 diciannove terroristi presero il controllo di quattro voli partiti da aeroporti della costa orientale degli Stati Uniti. Poco prima delle 9 del mattino, ora di New York, il primo aereo si schiantò contro la torre nord del World Trade Center; circa un quarto d’ora dopo un secondo aereo colpì la torre sud. Le immagini, trasmesse in diretta televisiva, fecero il giro del mondo. Nel giro di meno di due ore entrambe le torri crollarono.

Un terzo aereo colpì il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa. Sul quarto volo, il United 93, i passeggeri, informati per telefono di quanto stava accadendo, cercarono di riprendere il controllo dell’aereo, che precipitò in un campo vicino a Shanksville, in Pennsylvania. Le vittime furono quasi 3.000, in grande maggioranza civili, tra cui centinaia di vigili del fuoco e soccorritori morti a New York.

Chi organizzò gli attacchi

Gli attentati furono organizzati da al-Qaeda, una rete terroristica guidata da Osama bin Laden. L’organizzazione era nata alla fine degli anni Ottanta tra i combattenti stranieri che avevano partecipato alla resistenza contro l’occupazione sovietica dell’Afghanistan (vedi la guerra sovietico-afghana). Negli anni Novanta al-Qaeda aveva già compiuto attentati contro obiettivi americani, come quelli alle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania nel 1998.

All’epoca degli attacchi bin Laden si trovava in Afghanistan, dove era protetto dal regime dei talebani. La pianificazione degli attentati, secondo la commissione d’inchiesta statunitense, durò diversi anni e coinvolse un numero limitato di persone.

Le cause

Gli storici e gli analisti indicano diversi fattori, tra loro collegati:

  • l’ideologia jihadista di al-Qaeda, che considerava gli Stati Uniti il principale nemico dell’Islam e voleva colpirne i simboli del potere economico e militare;
  • l’opposizione alla presenza militare americana in Arabia Saudita dopo la guerra del Golfo del 1991 e alla politica statunitense in Medio Oriente;
  • la possibilità, per l’organizzazione, di usare l’Afghanistan dei talebani come base sicura per addestramento e pianificazione;
  • le falle nei sistemi di sicurezza aerea e nella condivisione delle informazioni tra le agenzie di intelligence, evidenziate in seguito dalle indagini ufficiali.

Le conseguenze

La reazione degli Stati Uniti fu immediata. Il presidente George W. Bush annunciò una “guerra al terrorismo”, e il giorno dopo gli attacchi la NATO invocò per la prima volta nella sua storia l’articolo 5 del Trattato, che prevede la difesa collettiva in caso di aggressione a un alleato. Nell’ottobre 2001 una coalizione guidata dagli Stati Uniti attaccò l’Afghanistan, rovesciando il regime dei talebani: iniziava la guerra in Afghanistan, che si sarebbe conclusa solo nel 2021.

Nel 2003 gli Stati Uniti e alcuni alleati invasero l’Iraq di Saddam Hussein, giustificando l’intervento anche con la minaccia di armi di distruzione di massa che poi non furono trovate (vedi la guerra in Iraq). Il legame tra il regime iracheno e gli attacchi dell’11 settembre, sostenuto da alcuni esponenti del governo americano, non fu confermato dalle indagini.

All’interno degli Stati Uniti furono approvate nuove leggi sulla sicurezza, come il Patriot Act, e fu creato il Dipartimento della Sicurezza interna. I controlli negli aeroporti diventarono molto più severi in tutto il mondo. Allo stesso tempo si aprì un ampio dibattito sul rapporto tra sicurezza e diritti civili, alimentato anche dalla detenzione di sospetti terroristi nella base di Guantánamo e dalle denunce di torture. Osama bin Laden fu ucciso da forze speciali statunitensi in Pakistan nel maggio 2011.

Date principali

  • 1998: attentati di al-Qaeda alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania.
  • 11 settembre 2001: attacchi a New York, al Pentagono e caduta del volo United 93.
  • 12 settembre 2001: la NATO invoca l’articolo 5.
  • Ottobre 2001: inizio della guerra in Afghanistan e approvazione del Patriot Act.
  • 2003: invasione dell’Iraq.
  • 2004: pubblicazione del rapporto della commissione d’inchiesta sull’11 settembre.
  • Maggio 2011: uccisione di Osama bin Laden.

Protagonisti

  • Osama bin Laden, capo di al-Qaeda.
  • I diciannove dirottatori, in maggioranza cittadini sauditi.
  • George W. Bush, presidente degli Stati Uniti.
  • I soccorritori di New York, simbolo della risposta civile agli attacchi.

Perché è importante

L’11 settembre 2001 è considerato da molti storici l’inizio politico del XXI secolo (vedi XXI secolo). Gli attacchi spostarono al centro dell’agenda internazionale il terrorismo globale e portarono a guerre lunghe e costose, con conseguenze ancora oggi visibili in Medio Oriente e in Asia centrale. Per approfondire il quadro generale si può leggere la pagina sulla guerra al terrorismo. Sul luogo delle Torri Gemelle sorgono oggi un memoriale e un museo dedicati alle vittime.

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